B.F.Biassono-Stella Azzurra Roma Nord 56-35 (16-3; 30-13; 37-24)

Biassono: Ceccato 7, Novati 4, Mariani 16, Berti 2, Romano, Celli 2, Giulietti 13, Paleari 7, Brambilla, Di Maio, Mornato, Viganò 5. All. De Milo

La cronaca sul sito FIP: 

http://www.fip.it/giovanile/DocumentoDett.asp?IDDocumento=60773

E al solito la più nostrana e poetica cronaca affidata a Maurizio Berti

Quando mancano piu’ di 2 ore all’inizio di una partita che potrebbe essere l’ultima della stagione, al genitore tifoso scatta l’impulso di mandare un sms alla figlia giocatrice. Lo fai piu’ per te stesso che per lei, e ti illudi che magari le faccia piacere quel “ciao ciccina”, e speri che possa spezzarle quella tensione che in quel momento ti prende un po’ lo stomaco, e sembra un crampo.

Passano 30 minuti e senti il bip di un messaggio. “Papi sono pronta”. Incoraggiante. E poi leggi il seguito. Una espressione che il galateo non ammetterebbe, e neanche il fair play, e che e’ altamente inopportuno riportare letteralmente su queste pagine. In poche parole, viene esplicitata una volonta’ evidente di imporsi sull’avversario abbastanza ferocemente, giungendo metaforicamente a pensare di arrecare danni (non permanenti) a parti delicate del corpo delle avversarie…..e qui mi fermo.

Dapprima pensi che quel modo di esprimersi non si addice ad una ragazza, e ti chiedi se hai sbagliato qualcosa. Poi ti dici che forse e’ la tensione a scatenare certe pulsioni primordiali. Poi leggi bene, rileggi, e pensi….se questo e’ il clima in casa biancorossa, a 1 ora dalla partita piu’ importante della stagione, una cosa e’ certa : oggi sara’ battaglia, e sara’ dura, durissima……per le altre…..

Ed e’ proprio cosi’. Alle 17, alla nostra sinistra, scendono in campo le romane. Sono piu’ fisiche delle nostre, e 4 su 5 ci guardano dall’alto in basso grazie ai loro centimetri. Ma non sanno che cosa le aspetta dall’altra parte del campo : lo tsunami rosso.

Primi 10 minuti con onde altissime, avversarie sommerse di canestri. Cercano invanoscialuppe di salvataggio a cui aggrapparsi, ma i canotti improvvisati vengono affondati dai fitti rami appuntiti della nostra difesa.

Le nostre fanno surf sulle onde, con una certa eleganza, e gonfiano con continuita’ la retina con la palla a spicchi. Ma il vero spettacolo e’ quando le biancorosse sono asserragliate a difendere il loro tabellone. Chiudere tutte le falle, tutte le porte, tutte le strade, tutti gli spazi, nessuno che molla un centimetro alle avversarie, saltare piu’ in alto, farsi piu’ spazio, tenere la posizione. Sudare, sudare, sudare, sudare.

Per la prima volta da quando siamo qui, andiamo al riposo con il sorriso e con un bottino di guerra a nostro favore. La reazione delle avversarie nel terzo quarto c’e’, ma non riesce a scalfire la sicurezza e la voglia di farcela delle nostre ragazze. Le ricacciamo indietro, le togliamo l’entusiasmo, e nella stanchezza troviamo ancora quell’ultima spinta per tagliare il traguardo. Finisce in trionfo per le biancorosse, una partita capolavoro dominata dall’inizio alla fine.

Ci guardiamo in faccia, in tribuna, dopo aver dato il 5 alle nostre ragazze. Tutti concordano su una cosa : con una difesa come quella di oggi, qualsiasi attacco avversario avrebbe avuto la vita molto dura. Le veneziane l’hanno assaggiata per 10 minuti, le perugine ci hanno sbattuto contro allibite per 20 minuti, le romane sono rimaste sott’acqua per 30 minuti.

Solo tre giorni fa, avevamo visto una squadra con dei volti irriconoscibili scendere in campo. Ragazze tremanti, impaurite, inconsapevoli di quante energie fisiche avessero potuto mettere in campo, di fronte a una squadra indicata tra le favorite. Due giorni fa abbiamo visto l’inferno, a Montefiascone. Poi e’ iniziato lo tsunami. Oggi quelle stesse ragazze sono uscite con un gran sorriso stampato sul volto. Hanno vinto soprattutto le loro paure, si sono rese conto che l’energia non manca, e che gli acciacchi si possono combattere.

Siamo tra le prime 8 squadre in Italia. E’ qui che volevamo essere, ed ora ci siamo. Il cuore ci ha portato fino qui, ma da solo non ce l’avrebbe fatta. Il cuore ci fa volere fortemente che le cose accadano, ci da la spinta, ma anche se il cuore ci spinge a voler volare, senza ali non si vola. Per costruire le ali per volare, ci vuole tanto tempo. Ci vuole tutto quel tempo passato in palestra, per tanti anni. Ci vogliono tutte quelle partite giocate, sofferte, vinte. Ci vuole tutto quel sudore, tutta quella stanchezza fisica, tutte quelle urla, tutta quella rabbia, tutti quei momenti in cui hai capito di aver imparato qualcosa in piu’.

Le ali ci sono. Il cuore le ha fatte volare fino qui. Abbiamo trovato la nostra strada, quella giusta. Adesso, su questa strada, laggiu’ in fondo al rettilineo, c’e’ qualcuno che ci aspetta, su quel rettangolo. Le conosciamo tutte. Sono alte, simpatiche e brave, lo sappiamo. Sono forti, lo sappiamo. Ma talvolta puo’ capitare a tutti che vivere alcuni 24 secondi della vita possa diventare molto difficile, molto complesso, molto duro.….

E’ questo quello che vogliamo dalle nostre biancorosse, niente altro. Che scendano in campo, con quel loro sorrisino amichevole (..e sotto il sorriso la loro furia agonistica..a dimostrare che la vita puo’ essere molto, molto, molto duraper le nostre amiche, anche se solo per 24 secondi. Ma non saranno solo i primi 24 secondi, i piu’ importanti, ma anche quelli dopo, e quelli dopo ancora, tutti fino alla fine, fino alla sirena finale.

Le ali ci sono. Il cuore c’e’. La strada e’ quella giusta. Non molliamo, mai mai mai. Nemm……….io credo che si possa volare……  

I believe I can fly
I believe I can touch the sky
I think about it every night and day
Spread my wings and fly away
I believe I 
can soar
I see me running through that open door
I believe I can fly
I believe I can fly
I believe I can fly

(Credo di poter volare
credo di poter toccare il cielo
ci penso ogni giorno ed ogni notte
dispiego le mie ali e volo via
credo di potermi librare in aria in volo
mi vedo correre attraverso la porta aperta
Credo di poter volare)
 

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